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Nella mitologia degli aborigeni australiani, il “Dreamtime” o Tempo del Sogno è l'epoca precedente alla creazione del mondo, da parte delle “creature sognanti” che cantavano tutto il creato. Ognuno di questi canti descrive il percorso seguito da una creatura ancestrale nel suo viaggio originario, il canto ha una struttura musicale che corrisponde, come fosse una mappa, alla tutta la morfologia del territorio attraversato dal percorso stesso.

Il Tempo del Sogno è  un elemento comune delle tantissime tradizioni culturali aborigene che sono diverse tra di loro, e che si sono sviluppate nelle diverse regioni dell’Australia, è anche la “mitica” giustificazione delle differenze fra di loro stesse.

Le origini delle storie che si riferiscono al tempo del sogno, si perdono nella notte dei tempi; quella degli aborigeni australiani è una delle più antiche culture della Terra, viene tramandata esattamente nello stesso modo da oltre 40.000 anni.

La cultura del popolo aborigeno è la più antica del mondo, addirittura più antica di quella assiro babilonese o egizia.

Ci sono teorie che dicono che la cultura aborigena risale a più di 40.000 anni fa (per esempio su wikipedia si parla addirittura di 50.000 anni fa) quando i primi uomini, provenienti dal Sud dell'Asia, migrarono scendendo sul territorio australe.
Se poi pensiamo che il cristianesimo ha origine nel I secolo, perciò poco più di 2000 anni fa, la cosa fa alquanto impressione.

Tra la fine dell'800 e l'inizio degli anni '60 in Australia (così liberale e democratica) 100 mila bambini aborigeni, soprattutto mezzosangue, vennero sottratti con la forza alle loro famiglie e fatti crescere sotto la custodia dello stato, delle missioni cattoliche oppure affidati a genitori adottivi bianchi con la motivazione di una più adeguata "protezione morale". In altre parole, per essere educati come bianchi e inseriti negli stereotipi della civiltà occidentale.

Ora quei bambini deportati sono adulti e a fatica e con tanta sofferenza sono riusciti a recuperare il ricordo di quella che era la propria storia, Questi ragazzi vengono chiamati "the Stolen Generation", la Generazione Rubata.

Nel 1995, un'inchiesta condotta a livello nazionale dalla Commissione per i diritti umani ha riportato alla luce questo dramma che era stato rimosso. così è stato possibile conoscere la verità sulla politica profondamente razzista con cui praticamente fino agli anni '70 le autorità australiane hanno tentato di negare l'identità aborigena attraverso questo terribile e vergognoso programma di integrazione forzata, che l'Onu ha definito ovviamente genocidio.

Oggi purtroppo molti aborigeni vivono ai margini delle città, altri vivono in insediamenti di remote aree dell'Australia. Gli aborigeni hanno seri problemi di salute e difficoltà economiche (ad esempio, l'aspettativa di vita è spesso di vent'anni inferiore alla maggioranza della popolazione australiana e l'alcolismo è un problema serio) le cause e le soluzioni per questa gente sono ancora questioni politiche molto combattute, gli abbiamo semplicemente distrutti a partire dall’istante in cui hanno visto per la prima volta un uomo bianco.

Oggi non esistono più gli aborigeni australiani, le loro menti sono state inquinate da elementi esterni extra-aborigeni (noi invasori europei) che hanno irrimediabilmente alterato i loro equilibri da oramai più di 7 generazioni, esistono moltissimi mezzosangue, persone molto spesso perdute in ambienti “alieni”, che combattono tra il ricordo della loro storia e la costrizione di dover sopravvivere alle nostre società che fagocitano qualsiasi cosa gli capiti nel nome del progresso e della ricchezza materiale.

Come avrebbe potuto sopravvivere a tutto ciò, questo popolo meraviglioso che viveva in perfetta armonia ed equilibrio con madre natura senza rompere le scatole a nessuno?
 
 

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